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sábado, 11 de febrero de 2017

Behind the Wall: Intervista a David de Limón

David de Limón: - Per le strade, come in una esposizione, vuoi che l'opera sia ben visibile da ogni punto della stanza.- 



Disegnatore grafico, illustratore, e muralista, laureato presso la facoltà di Belle Arti, attualmente sta lavorando sulla sua proposta di street-art: David de Limón è oggigiorno uno degli artisti di Valencia più apprezzati e riconosciuti in relazione agli interventi urbani.  
Lungo le strade, le sue opere ricoprono qualsiasi superficie che ben si adatta ad accogliere il Ninja, a incorniciarlo, a concedergli il suo spazio proprio. 



David de Limón è un artista eclettico, rappresentante esemplare dell’ evoluzione dell’ arte urbana negli ultimi decenni. Il Ninja salta da una persiana all’ altra, ti osserva, si nasconde e ti segue ancora nel nostro UMA “Urban Museum of Art”, il Museo Pubblico d’Arte Urbana di Valencia., il Museo Pubblico d’Arte Urbana di Valencia. Il personaggio misterioso si muove furtivo, fino a raggiungere gli spazi espositivi convenzionali. 



Qui, in esclusiva per l’inaugurazione della rubrica "Behind the Wall"  del blog UMA Valencia, David de Limón  racconta la natura e la evoluzione della sua arte,  e il suo modo di contribuire alla creazione del Museo Urbano.



Milena: - Graffiti o intervento urbano? -
David: - Io vengo da graffiti, ma penso che il mio lavoro attuale rientri più nella definizione di intervento urbano. In realtà, penso rispettare e condividere i codici o norme del graffiti nel momento in cui intervengo nei muri, dato che la strada è uno spazio condiviso tra graffiti puro e intervento urbano. Per questo direi piuttosto che la mia proposta si pone nel medio, è un graffiti senza lettere, testo o caratteri urbani che diventa quindi intervento.-

M: - Spray o adesivi?
D:- La maggior parte delle mie opere di strada è realizzata con spray per due motivi: primo perchè la proposta rimanga legata al graffiti; secondo per una questione di velocità e comodità. Lo spray ti permette compiere opere molto velocemente e portandoti poco materiale. Tuttavia, utilizzo spesso stickers e sono aperto all’impiego di qualsiasi materiale.

M: - Notte o giorno?
D:- Attualmente dipingo prima dell’alba, “cuando aun están poniendo las calles”, ovvero quando appaiono le prime luci del giorno ma è ancora notte e le strade sono deserte.

M: - Colori o B&N?
D:- La mia proposta ruota esattamente intorno al loro confronto, personaggio in bianco e nero con sfondo ed elementi a colori (molto vivi), perché in questo modo cerco di raggiungere il massimo contrasto, con fine di richiamare più possibile l’attenzione.

M: - Muri o serrande?
D:- Tutto. Sempre che la mia opera apporti e non sottragga.

M: - Illegale o Hall of Fame
D:- Tutto. Per la strada cerco spazi meglio definiti come “alegales”,  spazi a priori illegali ma che, essendo in stato di abbandono, non vengono considerati aggrediti e dunque non comportano i problemi derivanti da un intervento illegale.

M: - Per la comunità o per la fama?
D:- Per tutto. Qualsiasi intervento pubblico ha come obbiettivo quello di ottenere l’attenzione del maggior numero di persone possibile, anche di quelle che non si aspettano di incontrare l’opera; quindi in qualche modo questo sì, significa cercare la notorietà intervenendo in strada. Però, d’altra parte, uno può avere una proposta più personale con il fine di apportare idee nuove. Per quanto mi riguarda, cerco di trasmettere il fatto che dipingere lungo le strade influenza in modo positivo tutta la comunità.


In UMA....Vogliamo di più!!

M: - Chi è David de Limón?
D:- Sono un artista grafico, disegnatore, illustratore e muralista, laureato in Belle Arti, attualmente sto lavorando soprattutto sulla mia proposta di street-art. Una proposta che consiste nell’intervento di spazi pubblici abbandonati con illustrazioni che hanno come protagonista sempre lo stesso personaggio.
David de Limon durante la realizzazione di un pezzo.

 M: - Quando appare per la prima volta l’opera di David de Limón per le strade?
D:- Dipingo per strada dal 1998. Però il mio personaggio e la mia proposta attuale, nonostante si tratti dell’evoluzione dei miei disegni precedenti, lo propongo dal 2013 approssimatamene.  

M: - Appartieni ad qualche “Crew”?
D:- Sí. Ho sempre appartenuto alla crew Graffiti “ACP”, oggi ormai praticamente sciolta. Attualmente appartengo al collettivo “Wall Arttitude” che, oltre a partecipare a interventi o festival come Crew, ha iniziato a lavorare come gruppo organizzatore e gestore di eventi.

M: - C’è una formazione accademica dietro il tuo lavoro?
D:- Sì, e mi è servita molto. Ho studiato disegno grafico a Valencia, Fotografia a Valencia e Liege (Belgio) e Belle Arti a Valencia.

M: - Come si è evoluto il tuo stile durante gli anni di attività?
D:- Realmente il mio stile per strada ha seguito sempre la stessa direzione: Pop-Art, stile Comic, sempre con un certo tocco Naïf. Quello che è successo è che sono andato depurandolo, aprendomi a nuove possibilità e cambiando il mio immaginario.

M: - Dove e come preferisci realizzare le tue opere?   
D:- In qualsiasi luogo in cui i miei pezzi apportino in maniera positiva. Preferisco dipingere durante le ore in cui richiamo meno l’attenzione perché, nonostante la mia opera sia abbastanza accettata, può sempre succedere di incontrare qualcuno che non la intenda.

M: - Con che tipo di pittura sei solito dipingere?
Pezzo in collaborazione con Disneylexya
D:- Mi è indifferente, sempre che mi permetta ottenere il risultato che cerco: aerosol, pittura plastica, pennarello, rullo, carta. Quello che più uso è l’aerosol per la velocità e la comodità nell’esecuzione del pezzo.

M: - Hai mai collaborato con altri artisti di strada? 
D:- Sì spesso, sempre che ne abbia la possibilità. E mi piace conoscere nuovi artisti con idee fresche per collaborare.

M: - E vi siete influenzati o inspirati a vicenda?
D:- Sì, è quello che cerco nelle collaborazioni; dipingere uno a fianco all’altro non la considero collaborazione, se non dipingere nello stesso momento ma non effettivamente insieme.
Collaborazione con la Nena Wapa Wapa.

M: - Come preferisci dipingere? Solo o in compagnia?

D:- Durante il bombardamento di piccoli spazi preferisco stare solo, quando si tratta di un murale più grande sì che mi piace andare con più gente.

M: - Come scegli la superficie sulla quale realizzare un’opera?
D:- Più che la superficie, quello che scelgo è lo spazio e quello che lo circonda, studiando come quello spazio va ad interagire con il resto della strada. E’ come quando monti una esposizione : l’obbiettivo è ottenere che l’opera si veda bene da qualsiasi punto della stanza, pero nel caso della strada, si tratta di uno spazio aperto.

M: - Chi è il personaggio di David de Limón?
D:- Il personaggio rappresenta una Tag di graffiti convertita in un essere antropomorfo. Questo personaggio gira mascherato per il fatto che dipinge per la strada, è un writer. E nonostante l’accettazione a cui è arrivata ora, questo tipo di azione continua ad essere qualcosa da poter fare solo nascondendosi. Il personaggio non è mai accompagnato da un testo, questo perchè voglio che continui ad essere graffiti distaccandolo da quella che è essenza stessa del graffiti classico, la tipografia.  

M: - I tuoi pezzi e disegni possiedono un significato sociale e/o politico?
D:- Nel complesso, la mia opera è una rivendicazione dello spazio pubblico. Ciascuno dei pezzi preso singolarmente solo contengono messaggi che dipendono dalle collaborazioni o dalle richieste dei clienti e degli sponsor artistici.

M: - Credi che la illegalità di un pezzo sia una caratteristica imprescindibile dell’arte del graffiti e allo stesso modo dell’intervento urbano?
D:- Nel graffiti non è che sia una caratteristica imprescindibile, però di solito è presente perché l’importante è dare vita all’opera senza far caso alla sua legalità ne alla sua accettazione.
Nell’intervento urbano, nonostante continui a trattarsi di un’azione illegale, credo dovrebbe occupare spazi accettati da parte della società. Riassumendo, non credo che sia imprescindibile in nessuno dei due casi.

M: - Ritieni che sia un paradosso per un artista urbano portare le sue opere dalla strada
Esposizione nell' Espai Russafa, il passato Novembre.
a una sala d’esposizione? 

D:- No. E’ una opzione per portare avanti il tuo lavoro, così come far diventare la tua creazione una marca di vestiti, personalizzarlo o portarlo all’interno di locali privati, secondo le richieste. Tuttavia, questa è un’azione che va ragionata, deve avere senso perché si intenda che è qualcosa di diverso dalla street-art, dato che il mezzo di comunicazione cambia.

M: - La commercializzazione dell’arte della strada può intendersi come la naturale evoluzione della corrente artistica in questione o come la perdita di suoi valori intrinsechi? 
D:- Dipenderà da quanto importante sia la strada per il significato complessivo di ogni opera. E’ possibile che ci siano opere che fuori dal contesto urbano perdano tutta la propria essenza, una volta commercializzate, o che, al contrario, incontrino elementi complementari. Quello che non mi piace affatto, (mia opinione strettamente personale) è quello che succede quando un artista già affermato fuori dalla strada con una proposta chiara, usa lo spazio pubblico e i suoi muri solo per potenziare e promuovere la sua opera, senza apportare nella di nuovo. 



M: - Una frase o motto che definisce la tua opera?  

D:- Valencia Acid Street Art

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